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Qui di seguito il testo completo dell'articolo pubblicato sulla rivista "Fuoco Lento" (Rivista di gusto del Friuli Venezia Giulia) maggio 2004.

"L'impronta di un leone"

Tra i tavoli dello "Strabacco" di Trieste

Marco Guidi (testo), Luigi Ziili (foto), Tiziana De Mario (stylisting)

Luca Morgan, nato a Trieste il 18 agosto 1968, segno zodiacale: leone. 1 caratteri distintivi del segno zodiacale, forte, tenace, caparbio e soprattutto puntiglioso, voglioso e desideroso di essere sempre al massimo, sempre al top, pur con il dovuto scetticismo nei confronti di oroscopi e almanacchi, ci sono tutti e non si può fare a meno di ritrovare nel dialogo con Luca e nelle motivazioni che hanno fatto nascere lo "Strabacco" di Trieste, il leone che è in lui. La scuola alberghiera che lo ha iniziato al mestiere dello chef è quella di Piano d'Arta, in terra di Carnia, dove gli istruttori (come li chiama Luca) erano uomini vecchio stampo.

copertina della rivista fuoco lento

Per capirci: calci nel fondo schiena e silenzio, con tacita approvazione dei genitori. Tant'è che Luca ricorda i vecchi maestri con affetto e rimpianto constatando che oggi i sistemi di insegnamento più moderni, che non fanno uso di manipolazioni alle parti sensibili dei ragazzi, non producono gli stessi effetti benefici e pertanto a ciò si dovrebbe imputare una generale mancanza di nuove leve pronte al sacrificio che il mestiere comporta.
Certo, di interviste a chef sul nostro mensile ne abbiamo fatte diverse e, probabilmente, Luca con le sue affermazioni non ha tutti i torti. Il percorso per divenire un grande chef non è agevole ma, anzi, è pieno di sacrifici affrontati per tutti in giovane età.
La passione, poi, accomunata alla voglia di ritagliarsi un ruolo nel mondo del lavoro e di divenire uno chef stimato, è un sentiero irto di ostacoli e situazioni scomode che si percorre solo grazie a forti motivazioni interne.
Luca quindi non può esimersi dal medesimo destino, ma con la fortuna, come lui stesso ci racconta, di trovare "uomini" che insegnavano a scuola, non insegnanti e basta, ma persone che consideravano il mestiere dell'insegnante un privilegio accordategli per far crescere le nuove leve con l'obiettivo di saper trovare, in quei ragazzi, i futuri chef attraverso l'esaltazione del dono di natura e dell'arte della gestione dei fornelli.
 
Agli anni della scuola seguono gli anni della gavetta, fatta nei ristoranti e alberghi principalmente del nord Italia con qualche puntata all'estero, perché bisogna vedere cosa si fa anche fuori dai confini nazionali.
Una passione per la cucina italiana, per la varietà dei prodotti che la nostra terra offre, un'eguale passione per la storia della cucina, con la ricerca quindi sia di ricette tipiche spesso dimenticate a favore di una frettolosa modernizzazione nel segno di tutto ciò che è di moda, sia del modo di reinterpretare le stesse nel rispetto dell'evoluzione degli stili alimentari, delle esigenze e del modo di vivere la tavola e, soprattutto, il ristorante oggi.
A tutto ciò va aggiunto un ingrediente che la fa da padrone nella cultura triestina, ovvero la voglia impellente di ritornare a casa, di trovare il posto giusto dove lavorare nella città che ogni triestino considera la più bella e unica; la città del mare, della bora e di quelle piccole beghe che non si dimenticano mai.
Così Luca, negli anni delle migrazioni conoscitive, comincia a costruire il progetto del proprio ristorante, mette da parte le ricette che gli paiono migliori, studia progetti di locali, di sale e di arredi e, per un decennio, nella sua mente ha un cantiere sempre aperto nella speranza di poter realizzare, prima o poi il sogno, magari in riva al mare.
Diciamo che via della Madonnina, non essendo sulle rive, forse non è proprio ciò che Luca immaginava o desiderava, ma è anche vero che il progetto gastronomico, come lui stesso ammette, si sarebbe potuto realizzare con uguale fortuna anche in zona industriale e quindi lo "Strabacco" è nel posto giusto. Nel 2000 Luca entra in contatto con un imprenditore che gli offre l'opportunità di gestire l'attuale locale (allora in fase di ristrutturazione).
Pur con le perplessità del caso, decide che le idee erano comunque vincenti e parte per la sua avventura.
In collaborazione con un amico architetto, mette in pratica i progetti tenuti gelosamente nel cassetto per anni, realizza ciò che aveva visto mille volte nella sua mente arredando con sapienza un locale che è per tutti.
Abbinando al lavoro tecnico il gusto femminile che deriva dalle idee della moglie Fabiola, lo "Strabacco" è oggi un locale che è destinato a divenire bello e affascinante man mano che invecchia.
Pavimenti in legno, tavoli diversi uno dall'altro, una zona salumeria a vista, una zona vino, un american bar per i liquori e una piccola saletta non fumatori.
Rame e mobilio in legno completano un ambiente caldo che affascina le tipologie di clienti più varie ed eterogenee. Tavole di giovani si mescolano e convivono allo stesso modo con tavole di rispettabili signore in età che, al pari, si concedono una serata in compagnia senza che nessuno si senta in imbarazzo o fuori luogo. Luca, insieme a due ottimi collaboratori in cucina, Paolo Parma e Fulvio Verzegnassi, studiano durante il giorno, si confrontano con idee e proposte di piatti e di sera mettono in pratica il piano di lavoro che deve portare al solo risultato voluto: lasciare un'impronta nel ricordo degli ospiti che, passata una serata piacevole, torneranno certamente a mangiare.
 
Ristorante di carne, per offrire qualcosa di diverso da ciò che in genere offrono i ristoranti in una città di mare; aperto solamente la sera per non entrare in concorrenza con il mercato della ristorazione tipica triestina del "rebecchin", all'ora di pranzo lo "Strabacco" offre prodotti di grande qualità frutto di un'appassionata e puntigliosa ricerca.
Carni particolari come la manzetta prussiana o tagli di carne argentina con quasi cento giorni di frollatura; filetti di manzo farcito con il Parmigiano, lo speck e salsa di Barolo; spezzatini o gulasch; pasta e fagioli e ragù d'agnello od oca, lavorati secondo le ricette e i tempi originali delle antiche prescrizioni.
Ottime presentazioni delle pietanze, guarnizioni sempre commestibili, carni servite su piatti rigorosamente caldi, apparecchio della tavola ben curato con stoviglie diverse a seconda delle portate, bicchieri adeguati sia al pasto che al vino servito e posateria rigorosamente in acciaio. Ogni tavolo è diverso dall'altro e, complessivamente, trovano posto non più di sessanta persone dislocate in tré spazi diversi compresa l'area non fumatori. Allo "Strabacco" non si usano tovaglie cosicché da valorizzare i tavoli in marmo e in legno che caratterizzano il locale.
Luca, oltre a preparare i piatti in cucina, è presente in sala per consigliere e ricevere le comande dei clienti. Due collaboratori lo supportano poi nel servizio.
La cantina, ottimamente fornita, comprende circa trecento etichette con una prevalenza di vini regionali oltre a una buona disponibilità di bottiglie nazionali.
Il vino sfuso in caraffa è della zona di Cormòns ed è in linea con il livello qualitativo della cucina.

 

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Strabacco di Morgan S.a.S - Via della Madonnina 5 -35131 Trieste - Partita IVA: 01042770329